Archetipo: la nuova opera di Edoardo Tresoldi

Archetipo: un’opera onirica e sorprendente. Un paesaggio visionario, ottenuto attraverso un paziente ricamo di fili metallici in dialogo aperto con la natura; creato in occasione di un evento grandioso in onore della famiglia reale di Abu Dhabi. Ancora una volta, Edoardo Tresoldi dà spettacolo e incanta lo sguardo. Ancora una volta, le reti metalliche protagoniste dell’opera sono firmate Cavatorta.

L’artista e il progetto

Edoardo Tresoldi è un giovane artista italiano cresciuto e formatosi tra Milano e Roma. Il suo segno distintivo è proprio l’utilizzo dei materiali industriali e, in particolare della rete metallica, per la creazione di paesaggi, figure e strutture architettoniche visionarie ed emozionanti. Nel 2016 ha riportato a nuova vita l’antica Basilica paleocristiana di Santa Maria di Siponto in Puglia. Un progetto grandioso realizzato proprio con le reti metalliche Cavatorta. L’opera ha lanciato il suo stile inconfondibile nel mondo e nel gennaio 2017 Forbes lo ha citato tra i 30 artisti under 30 più influenti d’Europa. Qui vi raccontiamo il suo ultimo, incredibile progetto: Archetipo.

Edoardo ha progettato e realizzato Archetipo quale spazio scenografico per un evento grandioso, organizzato dalla famiglia reale di Abu Dhabi, al quale hanno partecipato 1.900 prestigiosi ospiti provenienti da tutto il Medio Oriente.

L’opera è stata realizzata da Tresoldi in collaborazione con Mootassem Elbaba e Marwan Maalouf dello studio Designlab Experience di Dubai e ha richiesto tre mesi di lavoro per la sola installazione. Il luogo dell’allestimento è l’Abu Dhabi National Exhibition Center: 7.000 mq indoor dove Tresoldi ha dato vita ad un paesaggio unico, composto da strutture architettoniche interamente realizzate con le reti metalliche Cavatorta e da elementi naturali quali alberi, piante e specchi d’acqua cristallina.

Dopo l’evento le strutture dell’opera hanno trovato una seconda vita e sono state reinstallate separatamente in alcuni luoghi istituzionali degli Emirati Arabi come università, musei e parchi.

L’essenza dell’opera

Un paesaggio assoluto che si sviluppa secondo un processo inverso: è sullo spazio immaginario che la natura cresce e si evolve, tentando di dar forma e materia alle visioni umane. Un disegno spaziale in cui l’architettura trasparente determina la lettura degli ordini naturali, puntellato da piccole poesie visive in cui i due mondi dimostrano di essere paralleli e intersecati al tempo stesso. La natura è sintesi del paesaggio, l’uomo diventa paesaggio attraverso l’architettura.

Il termine archetipo ha diversi significati, tutti profondi e potenti. Il primo a venire in mente osservando l’opera di Tresoldi è certamente quello di modello, in questo caso architettonico, che attraversa i secoli mantenendo il suo ruolo di riferimento esemplare. Questo grazie alla sua potenza espressiva e alla citazione diretta delle forme dell’architettura classica, quasi un’interpretazione visionaria della città ideale del Rinascimento.

Ad un’analisi più profonda, quest’opera interpreta per noi anche il concetto di archetipo nel suo significato filosofico, quale “essenza sostanziale delle cose”. Archetipo di Tresoldi è un dialogo intenso tra l’opera dell’uomo, sintetizzata nelle forme immortali dell’architettura, e l’opera della natura, rappresentata dalla vegetazione che irrompe negli spazi, dando vita ad un giardino assoluto. Il paesaggio è completato dal volo immobile degli uccelli, anch’essi di rete metallica, che attraversano il cielo carico di ombre e luci, saggiamente dosate per far emergere con forza elementi geometrici netti e, al contempo, plasmare strutture mutevoli ed evanescenti.

Le reti Cavatorta protagoniste di Archetipo

Cavatorta ha avuto il piacere di collaborare con Edoardo Tresoldi fin dai suoi esordi. Il suo percorso professionale è scandito da sfide sempre più alte, ambiziose e complesse. Per le sue due opere più importanti e rappresentative lo abbiamo affiancato con una consulenza specifica, così da individuare ogni volta le reti metalliche più adeguate alle lavorazioni e ai progetti.

Dopo l’emozionante collaborazione per la maestosa Basilica di Siponto in Puglia, per Archetipo abbiamo scelto la rete elettrosaldata in filo d’acciaio zincato Esafort nella conformazione a maglie quadrate di 19 x 19 mm e fili di 1,45 mm di diametro.

Per il progetto sono serviti 400 rotoli di Esafort, per un totale di 10.000 metri quadrati di rete elettrosaldata. Tresoldi ha scelto Esafort per le sue peculiarità distintive, nello specifico:

  • La perfezione geometrica delle maglie
    espressa attraverso omogeneità di dimensioni e forme;
  • La qualità della zincatura
    La zincatura forte, eseguita dopo la saldatura, segue l’esclusivo processo Galvafort Process. Tale lavorazione determina un’ottima resistenza alla corrosione e un rivestimento uniforme, omogeneo, esteso in ogni parte del filo, garantendo estetica e funzionalità impeccabili.
  • L’eccellente resistenza alle diverse tipologie di lavorazioni, piegature, sollecitazioni meccaniche
    Il perfetto ancoraggio del rivestimento protettivo di zinco al filo di base d’acciaio evita, infatti, rischi di screpolature.

Per la prima volta, Edoardo Tresoldi ha avuto modo di esprimere il suo genio creativo fuori dai confini nazionali in un’opera grandiosa per dimensioni e potere espressivo. Noi siamo orgogliosi di averlo potuto affiancare con il nostro contributo tecnico. Ancora una volta, l’eccellenza tecnica delle nostre reti metalliche ha permesso alla bellezza di esprimersi a pieno.

Foto
Le splendide immagini di Archetipo sono state realizzate dal fotografo d’architettura Roberto Conte.

Fonti
Archetipo di Edoardo Tresoldi