Torna al blog

Recinzioni metalliche e opere precarie: cosa chiarisce la sentenza del Consiglio di Stato di marzo 2026

Quando si realizza una recinzione, una delle domande più frequenti riguarda la necessità o meno di richiedere un titolo edilizio o un’autorizzazione paesaggistica.

La risposta non può essere univoca, perché dipende dalle caratteristiche dell’intervento e dal suo impatto sul territorio. Proprio su questo tema è intervenuto il Consiglio di Stato con la sentenza n. 2395 del 20/03/2026, fornendo alcuni chiarimenti utili per comprendere come debbano essere valutate le recinzioni metalliche sotto il profilo urbanistico e paesaggistico e quando possano essere considerate opere prive di un impatto significativo sul territorio.

Il caso esaminato

La vicenda riguarda il ricorso presentato da una fattoria situata nel Comune di Poggibonsi in provincia di Siena contro un provvedimento dell’amministrazione comunale che disponeva la demolizione di una recinzione metallica e di un cancello metallico. Oltre alla rimozione delle opere era prevista anche una sanzione pecuniaria ai sensi dell’art. 136 della Legge Regionale Toscana 10 novembre 2014 n. 65 per la mancata presentazione della CILA, in un’area sottoposta a vincolo paesaggistico.

La recinzione era costituita da una rete metallica a maglia sciolta che si sviluppava per una lunghezza di ml. 41,50, alta circa 1,40 metri fuori terra, sostenuta da paletti metallici a “T” infissi nel terreno e priva di cordoli di fondazione. Il cancello, composto anch’esso da profilati e rete metallica, presentava caratteristiche simili alla recinzione, tanto da apparire come una sua prosecuzione.

La proprietà ha impugnato il provvedimento, sostenendo che le opere avessero carattere precario e che, per materiali utilizzati, modalità di installazione e impatto limitato sul territorio, non determinassero una trasformazione significativa dei luoghi.

La questione è quindi arrivata al Consiglio di Stato, chiamato a valutare se quelle opere avessero una reale rilevanza urbanistica e paesaggistica.

Cosa ha stabilito il Consiglio di Stato

Nel pronunciarsi sul caso, il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso della proprietà, ritenendo che la recinzione e il cancello oggetti del contenzioso non presentassero caratteristiche tali da determinare una significativa trasformazione del territorio sotto il profilo urbanistico e paesaggistico.

Nella valutazione dei giudici hanno assunto particolare rilevanza le caratteristiche costruttive dell’opera: una rete metallica sostenuta da paletti infissi nel terreno, priva di cordoli di fondazione e facilmente rimovibile. Si tratta di una tipologia di recinzione che, per materiali utilizzati e modalità di installazione, non comporta un’apprezzabile alterazione dell’assetto dei luoghi.

La sentenza chiarisce inoltre che opere di questo tipo, quando finalizzate alla delimitazione e alla protezione di terreni o colture agricole, costituiscono espressione del diritto del proprietario di delimitare il proprio fondo e, in presenza delle caratteristiche sopra descritte, possono essere considerate opere precarie prive di una rilevante incidenza urbanistica e paesaggistica.

Dalla sentenza si può evincere che la presenza di un vincolo paesaggistico non preclude a priori la realizzazione di recinzioni, ma che occorre una valutazione del suo effettivo impatto visivo e ambientale sul territorio in base ai materiali di realizzazione e alle sue caratteristiche tecniche.

Articoli correlati

Recinzioni e autorizzazione paesaggistica

I progetti edili che interessano aree con vincolo paesaggistico hanno l’obbligo di essere sottoposti a valutazione da parte dell’ente competente (comune o regione) in modo che sia accertata la loro compatibilità paesaggistica e rilasciata la relativa autorizzazione. Quest’ultima è obbligatoria (ai sensi del D.lgs. 42/04), per l’esecuzione di qualunque intervento edilizio che possa arrecare “pregiudizio […]

Leggi l'articolo

Normative e permessi necessari per l’installazione di una recinzione

Chi ha necessità di recintare una proprietà può farlo in completa autonomia oppure deve richiedere permessi e autorizzazioni per non incorrere in un abuso edilizio? In questo articolo vediamo quando l’installazione di una recinzione rientra nelle attività di edilizia libera e quando invece è necessario il rilascio del permesso di costruire. La normativa italiana relativa […]

Leggi l'articolo
Torna al blog

Iscriviti alla newsletter Cavatorta

La tua iscrizione non può essere salvata. Prova di nuovo.
Grazie! L'iscrizione è andata a buon fine.